Progetto EuroTeCH

Il progetto EuroTeCH (European Technologies and Strategies for Cultural Heritage at risk), approvato ad agosto 2018 nell’ambito del programma di finanziamento UE Call 2018 KA203 Erasmus Plus-eurotech_logo1Strategic Partnerships for Higher Education, è coordinato dall’Università “G. d’Annunzio” di Chieti-Pescara (prof. O. Menozzi) ed è stato presentato a fine novembre 2018 con il kick-off meeting di cui si è data notizia in questo sito.

A esso partecipano istituzioni, enti di ricerca e imprese attivi nel settore dei beni culturali: per l’Italia, l’Istituto Centrale per l’Archeologia (dott. E. Calandra, anche per il Servizio II della Direzione Generale Archeologia, belle arti e paesaggio; dott. V. Acconcia) e le società Pegaso srl (dott. R. Carmagnola, dott. G. Adinolfi) e Ud’ANET Company (spin-off dell’Università di Chieti-Pescara); per la Spagna, l’Università de Rovira y Virgili di Tarragona (prof. J. Ruiz De Arbulo, prof. R. Mar); per la Polonia, l’Università di Varsavia (P. Dyzce); per Cipro, il Cyprus Institute (prof. S. Hermon); per la Francia, l’Università di Bordeaux (prof. F. Tassaux); per Libia-Egitto, la società BGECO-Beida GeoPlan Company (dott. A. Ammar, dott. A. Tunca).

EuroTeCH è finalizzato allo sviluppo di nuovi approcci nella didattica intensiva, legata alla trasmissione delle pratiche innovative applicate all’archeologia e ai beni culturali in generale, ed è rivolto a studenti, laureati, dottorandi e ricercatori in Lettere, Archeologia e Beni Culturali di tutte le Università aderenti. L’obiettivo principale del progetto è quello di sperimentare e applicare nuovi approcci alla disseminazione di conoscenze legate alle metodologie della ricerca, pura e applicata, definendo un nuovo curriculum EU di “Archaeologist Technologist” per professionisti e specialisti, di esperto in diagnostica, ricerca, mappatura, valorizzazione e divulgazione del patrimonio culturale a rischio (diagnostic, research, mapping, training, valorization and dissemination).

Il programma sarà gestito attraverso un fitto calendario di eventi, organizzati dai vari partners nelle sedi di riferimento, ai quali parteciperanno studenti e ricercatori nell’ambito di programmi di mobilità interna ai paesi UE. Sarà inoltre prevista l’erogazione di specifiche linee didattiche da parte delle Università partecipanti al progetto, anche attraverso modalità di didattica e-learning (a cui provvederà la società Ud’ANET) e di training pratici ed attività di laboratorio. Il percorso formativo, con caratteristiche EQF (European Qualification Framework), prevede il riconoscimento di crediti ECTS (European Credits Transfer System).

Nel dettaglio, le tematiche principali affrontate sono:

  • diagnostica archeologica, remote sensing e prospezioni geofisiche per il monitoraggio del patrimonio a rischio, indagini multispettrali (Università di Chieti-Pescara; Pegaso srl; BGECO);
  • metodologie per la ricerca e la documentazione del patrimonio archeologico (Università di Varsavia);
  • digitalizzazione degli archivi e GIS archeologici (Università di Bordeaux);
  • valorizzazione e fruizione del patrimonio archeologico, uso di strumenti di ricostruzione 3D (Università de Rovira y Virgili).

L’Istituto Centrale per l’Archeologia partecipa al progetto con linee di ricerca relative alle metodologie di indagine e recupero di beni archeologici in situazioni di emergenza e all’archeologia urbana.

La prima si è definita nell’ambito della collaborazione (dal 2018) ai corsi di formazione Unite4Heritage rivolti al Nucleo Tutela del Patrimonio Culturale, coordinati dal Segretariato Generale del MiBAC. Il tema sarà affrontato in un workshop che si svolgerà nell’autunno 2019 (settembre-novembre) a Roma, in cui saranno presentati casi-studio dall’Italia e dall’estero, relativi a esperienze di recupero e messa in sicurezza di siti archeologici, materiali e collezioni museali (aree soggette agli eventi sismici del 2009 in Abruzzo e del 2016 nel Centro Italia; esperienze in siti e musei italiani e all’estero; il ruolo e le esperienze dei carabinieri del Nucleo TPC in Italia e all’estero). Il workshop rappresenterà per tecnici e specialisti l’occasione di confrontarsi sulle metodologie e sui protocolli di intervento più aggiornati; gli atti saranno editi nel Bollettino di Archeologia on line.

All’archeologia urbana saranno invece dedicati incontri specifici.

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